La festa vera e propria abbraccia tre giornate: il 15, il 16 ed il 17 agosto. Tutto il paese avverte già qualche giorno prima, con l’arrivo dei forestieri e dei paesani residenti all’estero, il crescente fermento che coinvolge un pò tutta la popolazione.

Il 15, ferragosto, prova generale, il paese è addobbato da una variopinta illuminazione, da tantissime bancarelle e da una folla multiforme propria delle sagre paesane. La popolazione si prepara al giorno del Santo, che inizia nel primissimo mattino con la Diana, poi in chiesa con i solenni riti religiosi e per le strade con le lunghe processioni, fino a tarda notte con le bande musicali ed i fuochi d’artificio. Tradizionalmente il 16 agosto è il cosidetto san Rocco dei locorotondesi, una festa tutta delicata ai paesani che scorre a ritmi più blandi, più intimi. Il ciclo festivo si conclude a tavola con la caratteristica scorpacciata di gnumerèdde rosse ed agnellone al fornello, una gustosa specialità locorotondese.

La Sagra Pirotecnica

Nella notte fra il sedici ed il diciassette agosto, si svolge la gara pirotecnica assai attesa dai locorotondesi e dalle migliaia di entusiasti spettatori che ogni anno accorrono da ogni parte.
La gara, l’incruenta sparatoria, s’ingaggia in genere fra tre o quattro rinomati fuochisti, nomi di grido dell’arte pirotecnica meridionale che si sfidano all’ultima calcasse per ricevere sì il premio, ma soprattutto il fragoroso e gratificante applauso che l’enorme folla tributa calorosamente al vincitore. Quando nella cassa armonica, la banda musicale conclude intonando le ultime note delle immortali arie operistiche, tutta la gente, ovunque si trovi, come attratta da un irresistibile richiamo, con passo svelto si porta in via Nardelli (Lungomare) e mentre nel paese si smorzano le luminarie, nell’aria della notte rintronano i primi botti di richiamo. La Valle d’tria è il suggestivo sfondo per questo spettacolo da non perdere, anche se il sonno e la stanchezza si fanno sentire; una gradevole brezza notturna rinfresca e rinfranca la fiumana di gente che ormai ha preso posto. Negli ultimi anni, il forte afflusso di persone forestiere ha finito per rendere inadeguato la pur lunga via Nardelli, ma il previdente troverà opportunamente posto nei vialetti adeguatamente approntati che tagliano obliquamente il pendio della collina fino a raggiungere la chiesetta di San’ Anna e quindi via Martina Franca. La soddisfazione per lo spettacolo concilierà il sonno ristoratore. L’indomani, però, troverà i più esperti a discutere sulla musicalità degli spari o sulla cromaticità di alcune rose.