Il paese di San Marzano, in provincia di Taranto è in fermento per la sua straordinaria Festa Patronale

in onore a San Giuseppe. In questi giorni sono molte le iniziative a carattere storico, tradizionale e culturale. Questa manifestazione viene vista come la madre delle feste patronali in onore al Santo. Si inizia Domenica mattina con la benedizione del pane di San Giuseppe, inoltre vengono imbandite le famose tavole dei 13 piatti. Ma uno dei momenti più suggestivi è la tradizionale “Processione delle Fascine” che ha inizio sempre nella giornata di Domenica alle ore 15:00 fino alle 21:00 circa. Migliaia di fedeli trasportano fascini sotto il braccio, alcuni portano tronchi, vengono coinvolti uomini, donne, bambini, anziani, tutti che danno il proprio contributo al Santo. A seguire i carri pieni di fascine di Ulivo, che vengono trainati da 50 cavalli di varie razze, tutti adatti alla processione. Uno dei momenti più toccanti è quando alcuni cavalli si inginocchiano davanti a San Giuseppe. Questo gesto viene fatto in segno di devozione, quindi l’animale non viene fruttato, quando si alza non ha un graffio. I cavalli per i Sammarzanesi sono come figli, vengono accuditi con cura tutto l’anno. Alle 22:00 circa viene acceso il Falò più grande d’Italia, detto in lingua di Skanderbeg “Zjarr i Madhe”, fuoco grande. Perchè si svolge questa processione, come nasce? Il rito risale al 1866. Pare che agli inizi dell’800 a San Marzano avvenne una disgrazia, un violento nubifragio che distrusse uliveti, vigneti, raccolti di vario genere. A seguito di quella disgrazia, la gente del posto pensò che fosse una punizione di San Giuseppe verso i Sammarzanesi. A quel punto i circa 1835 abitanti di allora , ora 10.000, raccolsero i tronchi divelti, vigneti e li radunarono sul monte (Palazzo Marchesale). A quel punto venne acceso il grande falò (detto Zjarr i Madhe) che significa fuoco grande. Alcune persone si inginocchiarono davanti a San Giuseppe, per dimostrarli la forte devozione. Erano presenti molti traini con muli, asini, cavalli. Pare che un anziano proprietario di un cavallo decise di farlo inginocchiare. Il gesto venne fatto affinché San Giuseppe proteggesse anche gli animali. Per i Sammarzanesi i cavalli sono sacri. Questo rito viene ripetuto nel pieno rispetto degli animali. Un anziano ha descritto l’inginocchiamento come una persona che si inginocchia in chiesa. Questo rito continua e continuerà ad esistere nei secoli. La Festa procede anche Lunedì con la rappresentazione delle “Mattre” le tavole dei poveri, che vengono offerti ai numerosi turisti. Nelle ore serali ci sarà la tradizionale banda musicale e in conclusione i fuochi d’artificio. In questa festa vengono coinvolte tutte leautorità cittadine e religiose, associazioni e comitati. San Marzano è uno dei pochi paesi al Sud a mantenere forti le tradizioni, ancora oggi intatte come una volta. Paese con origini antichissime, fondato dai soldati di Skanderbeg, Principe e Condottiero dei Balcani. Questa cittadina è famosa anche per diversi film girati dagli anni settanta ad oggi. Come “Quando la Scuola Cambia” del Regista RAI Vittorio De Seta, ma anche “Il Generale dell’Armata Morta” con il grande Marcello Mastroianni, oltre ad alcune riprese con Diego Abatantuono e per finire il Film su Cosimo Mazzeo detto il Brigante Pizzichicchio da San Marzano. Sicuramente è un paese da visitare, non è un caso che ogni anno aumentano i visitatori. Notizie estratte da “Tradizioni Antiche di Puglia” . San Marzano vi aspetta!