Un senso alla vita. Da trovare. Per la nona stagione di “Periferie”, sabato 3 novembre, alle ore 21 al TaTÀ di Taranto, in via Deledda al quartiere Tamburi, va in scena “Un quaderno per l’inverno”, uno spettacolo di Massimiliano Civica su testo di Armando Pirozzi,

con Alberto Astorri e Luca Zacchini, costumi Daniela Salernitano, scene Luca Baldini, luci Roberto Innocenti, produzione Teatro Metastasio di Prato, con il sostegno di Armunia Centro di Residenze Artistiche Castiglioncello, vincitore premi Ubu 2017 per la regia e per il miglior nuovo testo italiano o scrittura drammaturgica. Durata 50 minuti. Biglietto 13 euro, ridotto 10 euro. Info e prenotazioni 099.4725780 – 366.3473430.

Cosa accomuna ognuno di noi a Dante, a Michelangelo, a Ramsete II, a Giulio Cesare o a Emily Dickinson? Che anche noi, come loro prima di noi, soffriamo e gioiamo per amore, abbiamo paura di morire, piangiamo per la scomparsa dei nostri cari, ci preoccupiamo per i nostri figli, patiamo delle ingiustizie che subiamo, soffriamo per i mali del corpo e per quelli dell’anima. L’amore, la morte, la lotta per la sopravvivenza, e i sentimenti ad essi legati, rappresentano la persistenza dell’umano: sono ciò che ci rende uguali, che ci permette di capirci e soprattutto di provare compassione per gli altri. “Un quaderno per l’inverno” (prima assoluta il 7 marzo 2017 al Fabbricone di Prato), testo per due attori in tre scene, racconta la storia di un introverso professore di letteratura che, rientrando in casa, vi trova un ladro, armato di coltello, che vuole da lui qualcosa di molto insolito: è una questione di vita o di morte. Durante la notte che segue i due personaggi, in bilico tra speranza e disperazione, si confrontano su idee, sentimenti, interrogativi dolorosi, in un dialogo per entrambi nuovo e inaspettato. I due si ritroveranno anni dopo, ancora in qualche modo segnati dall’esperienza di quella notte che, seppure vissuta e ricordata in modi molto diversi, ha tracciato forse la possibilità di un cambiamento, di una più ampia comprensione. Il tema centrale del testo è la scrittura e la sua possibilità di incidere direttamente sulla realtà: la forza miracolosa della poesia, non come semplice esercizio di tecnica letteraria, ma per la dirompente carica vitale che suscita, nonostante tutto, nelle persone.

Massimiliano Civica

Dopo aver conseguito la laurea in Metodologia della critica dello spettacolo all’Università La Sapienza di Roma, studia con Eugenio Barba all’Odin Teatret e successivamente entra a far parte del corso di regia all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico. Nel 2007 vince il premio Lo Straniero e il premio Hystrio per la sua attività teatrale. Nello stesso anno diventa direttore artistico del Teatro della Tosse di Genova, dando vita al progetto triennale “Facciamo insieme teatro”, che ottiene il premio ETI Nuove Creatività. Nel 2008 con “Il mercante di Venezia” vince il premio Ubu per la miglior regia, l’anno dopo ottiene il premio Vittorio Mezzogiorno. Oltre a tenere laboratori di recitazione per le più importanti scuole teatrali italiane, è docente universitario a La Sapienza di Roma e all’Accademia di Belle Arti di Genova. Nel 2015 per “Alcesti” di Euripide e nel 2017 per “Un quaderno per l’inverno” scritto da Armando Pirozzi vince i premi Ubu per la miglior regia.

La nona stagione di “Periferie” è parte di “Heroes”, progetto triennale 2017_19 di Crest e Tra il dire il fare (Ruvo di Puglia, BA) in ATS, in ordine all’avviso pubblico per iniziative progettuali riguardanti lo spettacolo dal vivo e le residenze artistiche – Patto per la Puglia – FSC 2014/2020 – Area di intervento “Turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali”.