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A Fragagnano una ricca Jam blues session venerdì 31 marzo

La rassegna del mese di marzo, proposta dal locale “The Brazen Head” a Fragagnano, si conclude in grande stile con una ricca Jam Blues Session.

Il live, che si svolgerà venerdì 31 marzo, regalerà una serata indimenticabile a tutti gli amanti della musica blues grazie a un repertorio singolare.
Ad esibirsi una band d’eccezione formata da: il virtuoso Sandro Maffei al basso, l’eclettico Gianni Laterza alla chitarra e l’ambito batterista Alessandro Napolitano.

Per ulteriori informazioni in riguardo al concerto e prenotazioni è possibile chiamare il “The Brazen Head”, situato in Contrada Pozzo Palo, ai seguenti numeri telefonici: 0999560695; 3382972108.

“Odisseo nella selva oscura”: a San Pancrazio Salentino la presentazione del libro di Salvatore Pungente. Venerdì 31 marzo

Venerdì 31 marzo 2017 alle ore 18.30, presso il Centro Polifunzionale di San Pancrazio Salentino (Br), si svolgerà la presentazione ufficiale del nuovo libro di Salvatore Pungente dal titolo “Odisseo nella selva oscura” edito da Edizioni Esperidi.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco Salvatore Ripa e dell’assessore alla Cultura Anna Maria Faggiano, l’autore dialogherà con Pasquale Prisco coordinatore UOC Medicina e Chirurgia di Accettazione e Urgenza presso il P.O. “A. Perrino” di Brindisi. Interverrà inoltre Samanta Carrozzo, presidente dell’Ass. di Pubblica Assistenza di San Pancrazio Sal.no. Modera l’editore Claudio Martino.

Salvatore Pungente (Brindisi 1973), dopo la laurea in Medicina e Chirurgia si specializza in Chirurgia Generale e d’Urgenza, compiendo svariati corsi di perfezionamento. Attualmente è dirigente medico di Pronto Soccorso presso la ASL di Brindisi e si dedica all’area critica. La sua professione così delicata lo porta molto spesso ad approcciarsi all’esperienza del dolore e a riflettere sulla qualità del rapporto medico-paziente.

Salvatore Pungente sa bene che l’ammalato (seppur… malato) percepisce sempre se il medico che gli è di fronte “partecipa” del suo stato d’animo, oppure si limita semplicemente a fare il suo lavoro. Dopo l’esordio letterario avvenuto nel 2016 con “Homo Acciaccatus. Poesie per sorridere dei propri malanni” (Edizioni Esperidi), il dottor Pungente ritorna con questo libro in cui l’ironia lascia il posto alla riflessione seria e profonda che si traduce in una prosa intervallata da poesie il tutto con un ritmo intenso, a tratti provocatorio.

“Novello Odisseo, l’autore si sofferma sulle criticità della professione medica, sui momenti bui e drammatici vissuti in corsia, in un continuo districarsi tra la burocrazia e il proprio sentire. Nella selva oscura, l’uomo e il medico si incontrano e si scontrano. Chi vincerà?” (dalla quarta di copertina del volume).

Da tutta Italia per le marce della passione di Mottola

È l’unico evento del genere in tutta Italia, coinvolge Maestri di altissimo profilo e vanta partecipanti da tantissime regioni: è il Concorso Nazionale per Marce Inedite della Passione “Città di Mottola” che, nel 2012, ha ricevuto anche l’Alto Patrocinio del Capo dello Stato.

Una manifestazione unica che segna il clou delle tradizioni popolari legate ai Riti della Settimana Santa che caratterizzano tutta la provincia di Taranto. Ad organizzarla, la Confraternita del Santissimo Sacramento e Rosario con il patrocinio del comune di Mottola.
In questi mesi grande lavoro da parte degli organizzatori, fino alla scelta, pochi giorni fa, delle composizioni finaliste, provenienti da Puglia, Sicilia e Campania. La selezione preliminare è stata affidata ad una commissione presieduta dal M° Giuseppe Salatino. Con lui, i Maestri Giuseppe Gregucci e Donato Semeraro.

La serata finale con il tradizionale Concerto della Passione è in programma giovedì 6 aprile 2017 nella Chiesa dell’Immacolata di Mottola a partire dalle ore 19. Quest’anno con un’importante novità: ad accompagnare i Maestri finalisti sarà infatti l’Orchestra di Fiati Santa Cecilia- Città di Taranto, diretta dal Maestro Giuseppe Gregucci.

 

“Il Grande Fornello” in scena a Brindisi l’1 e 2 aprile

Il Teatro Kopó Brindisi e PTK (Produzioni Teatro Kopó), dopo lo straordinario successo ottenuto a Roma, presentano Il Grande Fornello di e con Diego Placidi e Simona Epifani, in scena 1 e 2 aprile alle 21.

I reality e i talent show si sono impadroniti della tivù e con essa hanno conquistato il nostro sguardo, le nostre case, le nostre menti. Solleticando pulsioni basilari dell’animo umano, come la curiosità, il pettegolezzo, la discordia, il perdono e la competizione, hanno colonizzato l’immaginario collettivo. Il reality è diventato un genere televisivo a sé stante, che colleziona ascolti da capogiro e produce montagne di soldi tra spazi pubblicitari venduti, nomination e televoti. Il visionario George Orwell aveva già previsto, con largo anticipo, come un Grande Fratello ci avrebbe spiati, controllati e manipolati. Lo spettacolo di Placidi ed Epifani, non a caso intitolato Il Grande Fornello, si ispira all’intuizione orwelliana, anche se la realtà ha finito col superare di gran lunga l’immaginazione letteraria.

Non c’è più alcun limite, infatti, alle attività rappresentate ed esibite davanti ai nostri occhi avidi di telespettatori/teledipendenti: sconosciuti litigiosi rinchiusi per settimane in una casa, sedicenti Vip naufragati su isole disperse nei mari caraibici, chef o aspiranti tali che si combattono a suon di ricette, mestoli, padelle e fornelli. Tra fuochi e fiamme, le cucine (perfino più delle camere da letto) sono diventate il campo di battaglia di persone comuni desiderose di diventare celebri come i cuochi della tivù, che a loro volta vogliono essere più famosi, più considerati e più retribuiti di attori e rockstar. Nella società dello spettacolo senza confini, che ormai sovrasta lo stesso showbiz, un uomo e una donna, entrambi cuochi, si faranno la guerra sul palco del teatro Kopó e si sfideranno per vincere il reality e con esso una somma in danaro. Ma un altro concorrente invisibile potrebbe entrare in scena conquistando il cuore del pubblico allo scopo di sovvertire le regole di questo gioco crudele e surreale. In perfetta sintonia con le scelte artistiche del Kopó, Il Grande Fornello si confronta con temi di grande attualità, coniugando riflessione e ironia, “condite” da una trama avvincente e divertente, personaggi strepitosi e situazioni paradossali che dispenseranno risate e buon umore.

Per informazioni potete rivolgervi a: Teatro Kopó Brindisi
Piazza Crispi, 42 72100 Brindisi
Tel.: 3482118504
Website: http://www.brindisi.teatrokopo.it

Sabato 1 aprile, a Pulsano “Selezione regionale” – Arezzo Wave Band 2017

Sabato 1 aprile, al Villanova, in via Basento a Pulsano / TA, “Selezione regionale” – Arezzo Wave Band 2017. Otto band in corsa per un posto in finale!

Queste le band partecipanti: Circle Time (Carrieri Cosimo – chitarra, Cavallo Francesco – chitarra, Gianfreda Vito – batteria e Sibillio Enrica – voce); Edro (Morelli Davide – chitarra, Colonna Antonio – voce, Santoro Antonio – basso e Consoli Leonardo – batteria); Grex (Del Prete Danilo – voce, Caragnano Giuseppe – chitarra, Viola Donato – basso, Notarnicola Angelo – tastiera e Palmisano Giuseppe – batteria); Ifad (Pirrazzo Giuseppe – basso, Tagliente Giuseppe – basso, Costantino Vincenzo – chitarra, Moretti Alessandro – percussioni e Bozza Adriano – batteria); Le Meccaniche illusioni (Volpi Fulvio – chitarra, Rondinelli Alessio – voce, Volpi Francesco – chitarra, Gravina Giuseppe – basso e Caramagno Gabriele – batteria); Le tre corde (Casciabanca Maurizio – batteria, Martina Alessandro – basso e Di Meo Giù – voce e chitarra); Lù (Colangelo Gianluca – voce, Amodio Luca – tastiere, Ripa Antonio – basso e Marrazzo Manuel – batteria); Marco Schnabl (Schnabl Marco – voce e chitarra, Mauro Corvaglia – chitarra, Vito Rizzi – tastiera, Ivano Corvaglia – basso e Marcello De Felice – batteria).

Solo una band, votata da una giuria di esperti, passerà all’ ulteriore fase, “Finale Regionale”, nella quale si decreterà il gruppo che rappresenterà la Puglia all’ Arezzo Wave Love Festival 2017.
La giuria è composta da: Giorgio Consoli – Alberto Dati – Fabio De Vincentis – Giuseppe Internò – Christian Limone – Ciro Merode – Gianni Raimondi.

Al termine dei concerti, 3 zone con differenti dj a rotazione.
Outside Zone: Ciro Merode, Sabrina Morea, Lello Santoro e David Strauss.
Inside Zone: Gianfranco Derasmo, Attilio Capilli e Maurizio Vinci.
Garden Zone: Cataldo Mignogna, Digital, Gennaro De Giglio, Ciro D’Abramo, Rino Santaniello, Simone Smiraglia, Paolo Conte, Sergio Sansolino, Cristian Manolo, Paolino Graniglia, Tiziano Palma ed Alberto Dati.

Start ore 22.45 / Prenotazioni zona ristorazione: 3406592744 – 3939365044.
Ingresso gratuito, per chi cena, entro le 22.00 / dopo 3 €. Ticket ridotto 5 €, entro le 00.30 / dopo 7 €. Infoline: 3384273389. Direzione artistica: Artesia.

A Grottaglie in mostra “Atto”, personale di pittura di Giuseppe Formuso, dal 1 aprile

La personale di pittura dell’artista grottagliese Giuseppe Formuso dal titolo “Atto” si inaugurerà sabato 1 aprile 2017, alle ore 18.00, presso Palazzo De Felice, Piazzetta Santa Lucia, nel centro storico di Grottaglie.

La Mostra sarà aperta al pubblico, ad ingresso gratuito, fino al 1 maggio 2017 nei seguenti orari: mattina 10.30 – 12.30; pomeriggio 18.00 – 21.00; festivi 18.00 – 22.00.

Archeologia virtuale nella Terra delle Gravine, venerdì 31 a Mottola

La tecnologia al servizio delle bellezze del territorio. Accade a Mottola, nel villaggio rupestre di Petruscio, protagonista di un progetto multimediale che- grazie alla realtà virtuale e alla realtà aumentata- potrà rendere possibile la visita ad ogni tipo di utente.

I risultati di quanto realizzato in questi mesi saranno illustrati nel corso del seminario “Patrimonio culturale e paesaggio: la sfida dell’innovazione nella Terra delle Gravine”, in programma a Mottola venerdì 31 marzo (ore 18.30, sala convegni comunale di via Vanvitelli). Particolarmente esplicativo anche il sottotitolo scelto, “Il villaggio rupestre di Petruscio: dallo scavo alla virtual archeology”.

La parte centrale del villaggio è stata rilevata con laser scanner 3D e si è proceduto alla ricostruzione fisica degli arredi storici di legno (alcova, cucina, recinti per gli animali). La parte più innovativa ha riguardato la creazione di un prodotto multimediale, una sorta di videogioco navigabile, in grado di far esplorare virtualmente al visitatore la casa grotta. Un’idea nata da un gruppo di professionisti, in collaborazione con i dipartimenti di Ingegneria civile-Architettura e di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università degli studi di Bari e di Archeologia e Storia Antica dell’Università di Lund (Svezia). Autore della app di realtà aumentata è Dario Cianciarulo di Darteq, mentre per l’allestimento della casa grotta i vasi sono stati realizzati da Franco Fasano di Grottaglie.

Il sito, straordinario dal punto di vista geologico, naturalistico ed archeologico, risulta problematico sul piano della fruizione e della gestione. Da qui l’idea di un prodotto digitale, che rientra nel più ampio progetto ministeriale “People For Forest” dedicato al villaggio rupestre, alla gravina di Petruscio e al bosco di Sant’Antuono.
Aprirà i lavori, per un saluto, il sindaco di Mottola Luigi Pinto, a seguire l’architetto Massimo Prontera, Presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Taranto. Ad intervenire saranno: l’archeologa Carmela D’Auria, coordinatrice del progetto People For Forest, che relazionerà su “Il villaggio rupestre di Petruscio dallo scavo alla virtual Archeology”, l’architetto Antonio Giordano con uno sguardo “Oltre il perimetro” e l’europrogettista Lucia Lazzaro che interverrà sul tema“Valorizzare le risorse endogegene nelle comunità della terra delle gravine: pratiche sociali e innovazione”. Le conclusioni saranno affidate all’architetto Maria Piccarreta Soprintendente all’Archeologia, alle Belle Arti e al Paesaggio delle Province di Brindisi, Lecce e Taranto. Modererà Carmelo Torre, docente di Estimo presso il dipartimento di Ingegneria civile e Architettura del Politecnico di Bari e presidente INU Puglia.

L’incontro è aperto a tutti, saranno conferiti crediti formativi professionali riconosciuti dall’Ordine degli Architetti. Per informazioni: Ufficio Iat di Mottola, tel. 099.8867640.

Rassegna letteraria “Quello che le donne dicono”, a Grottaglie terzo ed ultimo appuntamento domani, giovedì 30 marzo

Prosegue l’attività di promozione culturale del progetto editoriale CosmoPolis.

Domani, terzo ed ultimo appuntamento con il rassegna letterari al femminile “Quello che le donne dicono. Dopo la presentazione della silloge “Chernobylove – il giorno dopo il vento” della scrittrice Francesca Pellegrino e del libro “Resto Umano in cui Anna Paola Lacatena racconta l’avvincente storia di Miki Formisano, domani sarà la volta della scrittrice Lilly De Siati con l’esordio del suo ultimo libro “Bacco nella mia terra”. Una raccolta di racconti della nostra terra, in cui il filo conduttore sono l’amore e…il vino. Con la De Siati, a dibattere della storia enogastronomica e delle tradizioni della terra ionica, ci saranno: Giampiero Laterza – titolare dell’hotel/ristorante Il Grillo, Antonio Fanelli – editore Mama Dunia, Arianna Greco – pittrice. Modererà gli ultimi l’incontri la redattrice di CosmoPolis, Anna Rita Palmisani. Le conclusioni ed i saluti finali saranno affidati al direttore di Cosmopolis, Vincenzo Carriero.

Scrittrice di poesie, favole e racconti, Lilly De Siati ha vinto numerosi premi letterari nazionali ed internazionali, oltre ad aver ricevuto attestati d’onore, di merito e “premio alla Cultura”.
In occasione della presentazione del libro, la pittrice Arianna Greco, che ha prestato la sua opera per la copertina della raccolta, esporrà alcuni dei suoi dipinti, realizzati con il vino.
La rassegna si terrà come sempre presso la bottega Mastro in via Messapia n°42 a Grottaglie (TA). Location che dall’11 al 26 marzo ha ospitato la collettiva d’arte “Mulieribus – la mattanza continua”. Una mostra che sarà possibile visitare anche domani, in occasione dell’ultimo appuntamento con “Quello che le donne dicono”.

Un apericena accompagnato dalla degustazione di vino, seguirà la presentazione del libro.

Va in scena “Scugnizza”, con la soubrette Elena D’Angelo. Giovedì 30 marzo

Elena D’Angelo, indiscussa protagonista dell’operetta italiana, non ha cominciato con questa. Per quanto possa apparire strano si definisce naturalmente timida e la sua vocazione originaria è il pianoforte. Diplomata in canto lirico ha insegnato per anni Teoria e Solfeggio, Canto corale e Propedeutica musicale a Milano, dove è nata. Poi c’è stata una svolta inaspettata.

Nel 1996 si ha il debutto nel ruolo di Susanna ne Le nozze di Figaro di Mozart ed è il primo soprano solista nel Gloria di Vivaldi. Dal 1998 diventa cantante lirica e soubrette a tempo pieno. Da allora si susseguono impegni crescenti sul palcoscenico, anche con un repertorio che comprende arie d’epoca, romanze, musical, operette, canzoni napoletane, pezzi musicali dei primi cinquant’anni del novecento, il cafè chantant e la musica sacra, lavorando in Italia, Argentina, Uruguay, Germania e Giappone. Dal novembre 2004 al marzo 2013 è la soubrette storica della Compagnia Italiana delle Operette. Dal 2011 ne diventa direttore artistico. E nel frattempo si laurea in Lettere Moderne con una tesi sugli aspetti sociologici dell’Operetta. Dal 2013 è prima attrice soprano soubrette della Compagnia del Teatro al Massimo, di Palermo.

Dal 2014 si esibisce come soubrette e regista, nei più importanti teatri italiani portando la grande tradizione dell’operetta, con la Compagnia d’Operette Elena D’Angelo da lei fondata.
Giovedì 30 marzo, si esibirà in serata al Teatro Orfeo di Taranto, con Matteo Mazzoli (comico) , Francesco Tuppo (tenore), Gianni Versino (caratterista), Federica Giorgia Venturi (soprano), Maresa Pagura (caratterista). Fanno parte del cast anche Diego Galtieri, Carlo Randazzo, Raffaella Ieronimo, Davide Capitanio.
Il corpo di ballo è costituito dalla Compagnia Orizon, le coreografie sono di Mais Nouriev, il direttore dell’Orchestra Grandi Spettacoli è Sandro Cuccuini, con la regia di Elena D’Angelo.

L’evento è stato organizzato in collaborazione con l’Associazione “Mario Costa” di Sabino Dioguardi. È un omaggio al tarantino Mario Costa, l’autore di “Era de maggio”, con la messa in scena dell’operetta in tre atti “Scugnizza” di Carlo Lombardo, da lui musicata.
Compositore, tenore e pianista italiano, Mario Pasquale Costa, nacque il 24 luglio 1858 a Taranto vecchia, in via Duomo 189, vicino alla casa natale dell’altro grande compositore tarantino, Giovanni Paisiello. Morì a Montecarlo il 27 settembre 1933 e le sue spoglie furono traslate a Taranto il 27 giugno 1934 in una tomba monumentale offerta dal comune della sua città natale.

Discendente da una gloriosa dinastia di musicisti napoletani, è cresciuto nel culto della musica, in un ambiente che ne favorì il naturale talento artistico. Nel 1865 la famiglia si trasferì a Napoli dove Mario, per l’esattezza sull’atto di nascita si legge Pasquale Antonio Cataldo Maria, poi divenuto Mario per l’arte, studiò musica e canto al Conservatorio di S. Pietro a Maiella, allora diretto da Saverio Mercadante.
Non ancora diciassettenne aveva composto e pubblicato numerose romanze come “M’amasti mai?“, “La preghiera dell’orfanella“, “Saluto alla patria“, “In alto mare“, “Languirò sempre“.
Da allora la produzione musicale di Costa divenne continua. Il maestro per sessant’anni scrisse una gran quantità di romanze, canzoni popolari, melodie, stornelli, duetti, inni, marce, pantomime, opere comiche, operette, fiabe, danze ed altro. Scrisse versi e musica di “A frangesa” e la canzone fu portata al successo dalla cantante tarantina Anna Fougez.
La Scugnizza, in programma giovedì sera, è ambientata negli stessi anni in cui fu messa in scena cioè nel 1922 al Teatro Alfieri di Torino.

Nel corso del primo atto sul palco vi saranno le americane, gli americani e le scugnizze. Poiché queste sono straordinarie per bellezza e vitalità, nasce l’idea di portare in America qualcuna di loro, dal momento che “tutto far coi dollari si può”.
Inizialmente, però, le scugnizze non son disposte a lasciare Napoli, preferendo ai dollari le bellezze naturali,il mare, le stelle e la luna. Il ricco Toby cerca di convincere Salomè volendo sposarla, nonostante Totò sia innamorato di lei.

Il secondo atto si apre sulla Napoli antica e con un dialogo tra Gaby e Totò sulla decisione di Salomè di lasciare Napoli. Quattro scugnizzi, evidenziano la miseria di ragazzi e ragazze napoletani e la necessità che essi hanno di dover sopravvivere.
Dopo un incontro tra Totò e Salomè scoperto da Toby , la conclusione (terzo atto) è affidata a un duetto nel corso del quale Salomè e Chic riflettono sulla fugacità delle cose terrene.

“Ce storia”, da Crispiano la webserie che racconta i mestieri scomparsi

Una webserie sugli antichi mestieri girata a Crispiano in cui, per ogni puntata, viene raccontato l’incontro tra un maestro e un giovane desideroso di imparare le tecniche e i segreti di una professione ormai scomparsa.

È quanto è stato realizzato con “Ce storia”, il lavoro prodotto dal circolo Arci “Mariella Leo” di Crispiano e frutto del laboratorio condotto dagli attori Gaetano Colella e Andrea Simonetti all’interno del progetto “Re-Green – Eco dei mestieri della legalità”, sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale.

La webserie è stata presentata in anteprima martedì scorso, al teatro comunale della cittadina ionica, in occasione dell’evento “VeraPrima, la festa del progetto ReGreen”. Da oggi, invece, è on line su YouTube la prima puntata, intitolata “Peppino ‘u conzagrast e Nunzia”. È possibile vederla al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=vAyZaW4bowU. I protagonisti del primo episodio sono Nunzia Pulito nelle vesti dell’apprendista e Giuseppe De Benedettis, che ha tramandato il mestiere di riparatore di piatti e vasi in creta (conzagrast in dialetto crispianese).
Prendendo spunto degli antichi mestieri del nostro territorio, quelli che per varie ragioni sono ormai scomparsi, i giovani hanno intervistato i protagonisti ancora in vita per farsi raccontare passo dopo passo come si strutturava il loro lavoro.

La webserie, interamente filmata dai giovani partecipanti, oltre al suo scopo filmico assolve a una funzione sociale ed educativa: avvicinare giovani e anziani, esperti e meno esperti, metterli in relazione e attivare uno scambio di saperi. Le riprese sono state effettuate con mezzi semi-professionali, che hanno perciò permesso anche ai ragazzi di misurarsi con le tecniche e gli strumenti del cinema garantendo una buona qualità del prodotto finito.

Tra cast e troupe, sono una ventina le persone coinvolte nell’interessante esperimento. Prossimamente saranno pubblicate su YouTube le altre puntate della serie.