Il fascino dell’arte torna ad ammaliare le città di Mesagne, Ostuni e Martina Franca.

Dopo il successo dell’esposizione “Picasso. L’altra metà del cielo”, i tre comuni pugliesi hanno rinnovato la vincente partnership già sperimentata lo scorso anno, decidendo di ospitare un’altra mostra diffusa sul territorio: “Andy Warhol. L’alchimista degli anni Sessanta”. Dopo aver fatto tappa all’Orangerie della Villa Reale di Monza, l’esposizione raggiungerà tre luoghi significativi delle province di Brindisi e Taranto: il Castello Normanno Svevo di Mesagne, La Casa della Musica ad Ostuni e Palazzo Ducale a Martina Franca, dal 9 maggio al 24 novembre 2019. Curata da Maurizio Vanni, la mostra accompagnerà il visitatore alla scoperta dell’universo creativo del padre della Pop Art, che ha colto l’essenza del cambiamento culturale ed economico maturato proprio negli anni Sessanta. Ben 140 le opere in vetrina, che punteranno i riflettori su Warhol artista e, in modo particolare, sul suo rapporto con il cambiamento che viveva l’America di quell’epoca.

WARHOL, IL PIONERE DELLA POP ART

Stimato come uno dei personaggi chiave del secolo scorso, Andy Warhol è uno tra i più importanti fondatori e fautori del movimento artistico della pop art. Le opere in mostra spaziano dalle icone politiche che hanno rappresentato un’epoca ai personaggi celebri che ne sono stati protagonisti, dal profondo legame con la musica alla rivoluzione sessuale. Completano l’allestimento la proiezione di alcuni film girati dallo stesso Warhol. Ogni sezione, inoltre, presenterà le serie più importanti e gli oggetti più significativi della sua arte: le serigrafie delle lattine di zuppa Campbell, del detersivo Brillo, e delle banconote americane; i ritratti di Marilyn, Mao, Man Ray, David Hockney ed altri ancora. Ad accompagnare la rassegna, un volume edito da Silvana Editoriale che raccoglie, oltre ai testi del curatore, di Pietro Folena e di Francesco Gallo Mazzeo, le testimonianze di Vladimir Luxuria, per gli aspetti relativi alla rivoluzione sessuale, e dei Nomadi, per quelli legati alla musica.